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La gestione dei cantieri ai tempi del Coronavirus

Come gestire la sospensione dei lavori e preparare i Cantieri per la ripresa delle attività al termine dell’emergenza Coronavirus.
cantiere

Nessuno di noi, per certo, si era mai ritrovato in una situazione come quella in cui il Coronavirus ci ha precipitato ora,  in pochi giorni.

Fortunatamente nessuno di noi ha, nemmeno, potuto sperimentare in vita sua situazioni di conflitto vero, quelle con bombe, razzie e rastrellamenti, che impattassero con la nostra vita quotidiana.

È comunque comprensibile l’effetto di sconcerto e disorientamento, che questa situazione sta creando in tutte le realtà produttive.

La realtà che io conosco da oltre trent’anni di lavoro, come progettista e PM di impianti complessi è quella delle costruzioni industriali.

Proprio su queste realtà posso mettere a fattor comune, quasi da reality show, l’esperienza che stiamo vivendo assieme ai colleghi di Planex nella fase di gestione di cantieri industriali complessi.

Negli ultimi 20 giorni, ho assistito e vissuto un crescente stato di preoccupazione, da parte di tutti gli operatori.

La preoccupazione e il conseguente livello di attenzione, dei Project Manager dei Committenti e delle Imprese Appaltatrici, sono state fin da subito rivolte alla salute delle persone, senza certamente perdere di vista i programmi dei lavori o il controllo dei costi, ma comunque mettendo al primo posto la tutela della salute.

Le prime misure adottate, ancora ben prima del DPCM dell’8 marzo, hanno riguardato la gestione delle riunioni di coordinamento, che sono state riprogrammate in modo da evitare che più di cinque persone si riunissero in ambienti chiusi.

Con il diffondersi dell’epidemia e il conseguente evolversi delle norme per il suo contenimento, il primo passo che abbiamo fatto, assieme ai PM dei Committenti, è stato concordare con il CSE  l’aggiornamento tempestivo del Piano di Sicurezza e Coordinamento.

I PSC sono stati  integrati con le misure di prevenzione idonee al contrasto del COVID19.

Una volta messe in sicurezza le persone, come gestire le (quasi) inevitabili sospensioni dei lavori, tutelando al meglio gli interessi del committente, senza pregiudicare interessi delle altre parti?

Un obiettivo primario è quello di  evitare che gli appaltatori abbiano elementi per avanzare richieste di danno e/o di maggiorazione dei costi e/o di oneri aggiuntivi per la Committente a qualsivoglia titolo.

È perciò fondamentale che, la richiesta di sospensione, provenga  dagli appaltatori e che non sia il Committente a concederla sua sponte.

Una volta ricevuta la richiesta di sospensione dei lavori da parte degli Appaltatori, il Direttore dei Lavori, in forte e costante coordinamento con il Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione e con l’Ufficio Legale del Committente, esamina le richieste.

Quindi valuta se il cantiere possa comunque procedere, a prescindere da impedimenti esterni, quali problemi logistici o di approvvigionamento di materiali e subappalti, che siano illustrati nella richiesta stessa.

Qualora DL e CSE ravvedano che il cantiere potrebbe comunque procedere, anche richiedendo la rivisitazione del programma lavori, si presentano due possibilità:

  1. Declinare la richiesta dell’appaltatore, motivando dettagliatamente quali lavorazioni possono proseguire e con quali modalità, e quindi non concedere la sospensione dei lavori.
  2. Valutare la situazione generale e concedere la sospensione dei lavori.

In quest’ultimo caso è di fondamentale importanza che il Direttore dei Lavori emetta un ordine di servizio, ove sia chiaramente indicato che:

  1. la sospensione richiesta non deriva da impedimenti oggettivi, “considerato che i lavori possono continuare nel rigido rispetto da parte di tutte le imprese, delle misure di contenimento del contagio previste dai DPCM sin qui emanati – distanza interpersonale di almeno 1 metro, utilizzo mascherina di protezione delle vie respiratorie, utilizzo guanti contro rischio biologico, regole igieniche
  2. Si ritengono non del tutto accoglibili le motivazioni addotte nella richiesta di proroga
  3. Venga stabilita una durata chiara della sospensione concessa
  4. Venga chiaramente stabilito ed indicato il nuovo termine per la fine dei lavori e/o per fasi intermedie
  5. Venga stabilito che, l’appaltatore, nel sottoscrivere l’ordine di servizio, accetta la clausola di non onerosità, ad alcun titolo, a carico del committente, per eventuali danni, maggiori costi o oneri che l’appaltatore dovesse lamentare in conseguenza della sospensione concessa.

Un’accortezza che il Direttore dei Lavori esperto adotta sempre, è raccogliere prima la firma dell’appaltatore e solo dopo apporre la propria.

A questo punto bisogna pensare alla fase di ripresa. Perché di certo da questa emergenza si uscirà.

Una volta concessa la sospensione dei lavori è opportuno convocare al più presto una riunione di coordinamento nella quale si chieda agli appaltatori di

  • Redigere in contraddittorio con il Direttore dei Lavori lo stato di consistenza dei lavori alla data della sospensione
  • Fornire la situazione degli ordini emessi, per subappalti e forniture proprie delle lavorazioni non ancora completate o di prossimo inizio
  • Interpellare subappaltatori e fornitori chiedendo loro di fornire il piano di massima, che intendono seguire per riprendere le attività al termine dell’emergenza.
  • Emettere il programma lavori che tenga in considerazione le informazioni ricevute dai subappaltatori/subfornitori, ipotizzando una data plausibile di ripresa delle attività per cessata emergenza.
  • Mantenere aggiornato il programma lavori, con cadenza settimanale adeguandolo all’evoluzione dell’emergenza e dei relativi provvedimenti legislativi per il suo contenimento.

Questa è vita di questi giorni, per non dire ore, è esperienza viva, in diretta.

Ciò che descrivo sono modalità dettate dal buon senso, dalla continua condivisione con partner e clienti di grande capacità, da  esperienza maturata in decenni di lavoro in ambito di progetti complessi, stando sempre e solo al fianco dei committenti dell’opera.

Senza tuttavia dimenticare, anzi imparando sempre più, che chiarezza e assenza di conflitto di interessi, portano valore ai Committenti nel pieno rispetto degli interessi di tutti gli altri stakeholder di un progetto complesso.

Filippo Belviglieri

Filippo Belviglieri

My purpose at Planex is delivering successful projects and any successful project is grounded on well being people.
Il mio profilo su LinkedIn

Aiuto chi investe in impianti ed edifici industriali complessi ad evitare: sforamento di tempi e budget, prestazioni inadeguate e contenziosi.

Analizzando i requisiti del Committente per trovare le soluzioni migliori per ottimizzare tempi e costi e trasformarle in progetti di impianti e strutture, idonei ad appaltare ed eseguire il lavori senza intoppi.

Coordino i gruppi di lavoro, per garantire che le informazioni siano disponibili a tutto il team e che vengano correttamente elaborate per raggiungere il risultato voluto.

Gestisco con trasparenza ed equilibrio i cantieri, nell’interesse del Committente dell’opera ma senza danneggiare gli interessi di tutti gli stakeholder; con l’esperienza di oltre 30 anni, che insegna come, il completamento con successo di un’opera complessa è sempre e solo merito di tutti.

Di fronte ai problemi non cerco colpevoli ma soluzioni.

Tutto ciò grazie ad un eccezionale team di persone motivate e innovative che fanno parte della nostra organizzazione Planex SrL, ove coltiviamo “Autonomy, Mastery & Purpose” - “Autonomia, Padronanza e Proposito” per tutti I nostri collaboratori.

Perché le persone che stanno bene, lavorano con passione.

E la passione delle persone è il solo modo per dare valore al cliente, in un mondo complesso come quello di oggi.

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